Il catamarano è una delle mie passioni da qualche anno a questa parte, da quando ho fatto il corso presso il Centro Velico Naregno all'isola d'Elba. Ogni tanto, un paio di volte l'anno, organizzo un'uscita al Windsurfcenter di Domaso (CO).
Ecco qualche scatto dall'uscita di sabato scorso con Sabrina, Flavio e Margherita.

Beh, insomma, quando ci vuole.... qualche giorno fa ho aggiornato il mio webserver con la versione successiva di Community Server, la 2007 SP1. Ho sfruttato adeguatamente le funzionalità della virtualizzazione, abilitando gli undo disk potendo quindi rischiare di fare errori per poi tornare indietro. Non ce n'è stato bisogno (di tornare indietro).
Ho aggiornato pure SQL a 2005 SP2. Ma la cosa più significativa secondo me è questa. Questo sito è nato nel 2005 con Windows 2003 SP1, SQL 2000 SP4 e Community Server 1.1, ho deciso di mettere tutto su macchina virtuale per un semplicissimo motivo: non volevo dover reinstallare tutto d'accapo quando avrei cambiato PC e volevo poter gestire facilmente i cambiamenti di configurazione senza impazzire.
Ho installato Windows 2003 e SQL abilitando Microsoft Update di modo che installasse automaticamente gli aggiornamenti. Così è stato; ogni secondo martedì del mese, quando escono gli aggiornamenti (eventualmente distribuiti) da Microsoft Update, il mio piccolo WebServer se li scaricava e installava senza chiedere a nessuno (e senza dare mai un disservizio).
Solo per gli aggiornamenti più pesanti (vedi Service PacK) ho sempre fatto in maniera "guidata" abilitando gli UNDO disks. E la settimana scorsa ho aggiornato pure SQL alla versione 2005 (con veramente 6 clic)!!. Dopo di che un paio di giri di Microsoft Update per aggiornare SQL al SP2 ed eventuali FIX aggiuntive ed ecco qui, brillante e pulito, il mio nuovo ALESIRONI.COM.

E' come un mondo in lenta follia, dentro una lente rotonda incorniciata da girasoli. Io, lei, lui in arancione davanti, lui l'altro in grigio a tutelare la distanza, lui stupendo lascia tutto per aiutarci, i suoi impegni, le sue priorità , le motivazioni inconsce che fino a quel momento l'avevano spinto in avanti, sul piano soleggiato della mattina tra lanterne di carta, filari di uva da vino e promesse tra nuvole di incenso di non assumere sostanze inebrianti, fuori dal nobile silenzio in una colazione di riso bollito e marmellata di prugne con dentro briciole di ossi di prugna come di animali quasi estinti. Lui lo potevi vedere scendere dal colle camminando con l'intenzione di amare il mondo, per mano ad altri come lui...lui ti sembrava bello nei suoi tre voti, ma ora che guida a pochi cm da te, ora che non entra in relazione...te ne stai seduta sul sedile di dietro e lei ti sta in fianco seduta sopa una valigia dentro una specie di jeep piena di vasi da fiori, i girasoli a lato strada e gli Hare Krisna alla radio.
Ed è inutile dirvi che la amo e me la prendo in cuore in quel momento bella e vera e calma, mi insegna l'adultità , l'adultità quando è bella da vivere.
Allora io gli chiedo, tra il serio e il faceto, tra lo sballottolio di quella specie di convoglio sgangherato e l'aria terrosa e calda che entra da tutti i finestrini aperti e la preoccupazione per il treno che stiamo per perdere che sta diventando pedante per quanto non mi lascia respirare e lei che, invece, mostra di divertirsi molto nel suo modo di prendere il suo spazio dentro il divertimento e il suo tempo nelle difficoltà , gli chiedo tra il giochiamo per davvero, dai davvero alla fine il mio gioco flower power l'ho avuto ed è tutto vero, sto giocando a un gioco di cui sono protagonista e il dubbio che mi corrompe piano, quello che accarezzo di nascosto, quello del davvero si può giocare con le religioni come se non ci fossero spazi interni da tutelare, come se oggi ti va di stare senza scarpe e domani di tirare bombe, prima eri una monaca errante in tunica viola e capelli verdi e ora una poetessa indiana...: E' così facile riinventarsi? Gli chiedo se sono Hare Krisna quelli che sta ascoltando, ma lui non entra in relazione e vorrei rispettarlo in quel momento di ascesi difficile, ma non lo rispetto, invece, lo incalzo e di nuovo glie lo chiedo mentre la nenia mi disfa in qualche modo il cervello e lei, in fianco, sembra sempre di più una specie di divinità dei girasoli, divertita e curiosa, sorride come una che conosce un segreto. Al quale accenna presto scompigliandosi un attimo dalla sua posizione di guru sulla valigia, mi dice sottovoce che forse lui non dovrebbe ascoltare quella musica e che noi non dovremmo neanche essere lì, d'altronde, e come lo dice, il modo comprensivo e accogliente come i suoi petali, in cui lo dice, mi riempie di un senso irreparabile di solitudine irrefrenabile riferita a lui, solo, in mezzo a una campagna di cui non sa nulla, perchè se non sai Chi l'ha creata, nulla sai, eppur Rinunciante, con l'abito dei rinuncianti e la ciotola dei questuanti, con 2 ragazze dietro da portare a casa e lui che non ha una casa, una casa dentro, un posto che dici: ecco, questa è casa, ma ha solo il suo passato che gracchia in un camioncino sgangherato e un presente che sembra bello, ma cerco di farlo sorridere e non ci riesco...Mi ricorda il vecchio marinaio di quella ballata in cui racconta la sua triste storia all'infinito e della sua storia è prigioniero, così mi sono sentita anch'io, a tratti, davanti a stagni interi di fiori di loto, in nugoli di farfalle colorate: era tutto così splendido e non sapevo chi l'avesse creato! Sapevo che non bisogna toccare loro le ali, per via della polverina, ma Chi avesse messo nel mio cuore quei dolci pensieri, quello lo ignoravo.
Lui non risponde, adesso è solo visibilmente imbarazzato nella sua tunica tinta a mano in una tinozza in qualche paese lontano da cui mi sto allontanando inesorabilmente, tra poco scenderà con un balzo troppo ginnico, cercherà il contatto con la terra, lo cercherà a rischio di cadere e rotolare e infangarmi, lo cercherà con foga e disperazione e lo assaporerà come attimo di sollievo, sia madre terra o sia terra corrotta o mattonelle da cantiere o linoleum di stazione, ben poco me ne importerà in quel momento in cui lui, in piedi gentile e accudente come un bodhi sattva, aspetterà che sia scappata e poi non so, dove nè se lo riincontrerò, a parte qui, in questo racconto e lei continuerà ad essere bella sotto un cappello di stoffa, adulta e consapevole, lei sa perfettamente a che ora passano i treni, conosce gli orari e mi metterà su quello giusto, io, ancora snocciolante mantra in uno sforzo estremo di far durare il film dell'irreale il più a lungo possibile, resterà ancora a lungo sospesa sull'illusione in un mondo che non può integrarsi, un mondo in bilico tra la bellezza e la bugia.
Ho comprato una rosa di carta da una mendicante, ho scritto su un foglino come un altro petalo il suo e un altro nome e l'ho offerto a Gesù, chiedendo, a Lui che ha creato lei, lui, me e i girasoli, di portarci con Lui, adesso e sempre.
