Argo

Il cane di Ulisse

agosto 2007 - Posts

VIAGGIO IN BICICLETTA PORTOGALLO/SPAGNA 1990

Articolo originale sul viaggio in Portogallo/Spagna del luglio-agosto 1990.

 

 

Questo nostro viaggio si é svolto dal 25 luglio al 14 agosto sulle coste della penisola iberica nel tratto che collega le due città spagnole di Vigo e Malaga, percorrendo la maggior parte dei chilometri, quasi duemila in totale, in territorio portoghese. L'itinerario si é dimostrato di notevole interesse geografico e culturale: da un clima temperato ed umido nel tratto atlantico nordoccidentale ad un clima secco nella zona meridionale del nostro tragitto; dalla timida cultura della Galizia fervidamente legata alle antiche tradizioni all'accogliente Andalusia, dove gli usi e i costumi sembrano essere sopraffatti da un più recente turismo di massa.

In particolar modo ci ha colpito il Portogallo per il suo ostinato attaccamento alle più genuine tradizioni marinare e per quella sorta di isolazionismo dal continente europeo che conferisce al paese un certo fascino sia per l'originalità dei costumi che del modo di vivere in generale , privo di quel turismo di massa che ultimamente affligge i paesi costieri e che col tempo può distruggere civiltà costruite nei secoli.

Siamo partiti in bicicletta da Vigo il giorno 25 luglio 1990.Raggiungiamo Porto in tarda serata dopo 165 km. Durante il tragitto sostiamo a pranzare a Viana de Castelo ; la strada é ottima anche per la presenza di un ampio spazio al margine utilizzabile come pista ciclabile : l'oceano é molto freddo e l'entroterra é verdeggiante e ricco d'acqua ; soffia un leggero vento da Sud‑Ovest.

La sera ci soffermiamo in un tipico ristorante di Porto sulla riva del fiume Douro , proprio di fronte alla famosa cantina del vino "Porto Sandeman" .

Il 26 luglio ci mettiamo in sella per raggiungere dopo 11O km Praia de Mira ; in questo luogo optiamo per mangiare e dormire in spiaggia ma , quando il tempo peggiora , troviamo rifugio presso la tettoia di una baracca di pescatori. Uno di questi , Joao , si avvicina a noi e con lui passiamo la serata a chiacchierare ; di notte piove e , pur con qualche inconveniente , riusciamo ad addormentarci. Alle 5.3O del mattino veniamo svegliati dal rumore dei frenetici prepara­tivi per la pesca : vengono ancora usati i buoi per tirare a riva le reti cariche di pesci .

Da Praia de Mira raggiungiamo Leiria il 27 luglio dopo 1OO km. E' stata questa una delle tappe più dure per il fatto che non ha mai smesso di piovere : una pioggia continua , a tratti abbondante .

A Leiria cerchiamo una camera e dormiamo al riparo dalle intemperie preoccupandoci di stendere tutto il possibile ad asciugare .

Fortunatamente il giorno dopo torna il bel tempo ma la stanchezza si fa sentire ; così il 28 luglio facciamo solo 5O km e , dopo ben due forature , ci fermiamo a San Martinho do Porto . Il paesaggio cambia e la latitudine mitiga la temperatura . La sera dormiamo sulla spiaggia al riparo della nostra tenda . La conformazione del territorio é curiosa : la costa presenta una vasta insenatura di forma perfettamente circolare che si chiude in un piccolo stretto collegante la baia con il mare aperto . Di conseguenza l'acqua all'interno della baia , oltre ad essere calma , é anche piuttosto calda .

Siamo al 29 luglio : partiti al mattino presto , dobbiamo percorrere più chilometri possibili per recuperare la media di 1OO km/giorno.

Il percorso scorre velocemente su di una bella strada panoramica che taglia verso l'interno attraverso boschi di conifere . questo particolare itinerario ci permette di ammirare numerosi castelli e fortini tra Obidos e Sintra.

Mangiamo a mezzogiorno a Torres Vedras . La tappa pomeridia­na ci porta verso l'oceano e si mantiene in quota poiché la strada é stata costruita seguendo un rilievo collinare da Nord verso Sud .

Una particolarità : sulla cima di queste colline abbiamo spesso incontrato vecchi mulini a vento in disuso , segno che perlomeno un tempo si faceva un uso intelligente dell'energia gratuita fornita dalle correnti eoliche dell'atlantico . Ci fermiamo a dormire a Colares dopo 12O km.

La tappa del 3O luglio é bellissima :subito incontriamo uno dei punti più suggestivi di tutto il Portogallo : Cabo de Roca . E' questo il punto più occidentale dell'Europa continentale e su di esso soffia un forte vento . Il posto é veramente selvaggio : vi sono scogliere altissime a picco sul mare completamente prive di vegetazione a causa del forte vento e inoltre questa luogo é isolato dal traffico turistico di massa perché la strada per raggiungerlo non é facilmente transitabile . Proseguiamo incontrando l'Oceano a Cabo Raso . Oltre incontriamo le più rinomate città turisti­che del Portogallo , Estoril e Cascais , poste a 2O km da Lisbona , raggiunta poi a metà pomeriggio . Ci imbarchiamo qui sul traghetto che raggiunge Almada , dalla parte opposta della baia formata dall'estuario del fiume Tejo . Ci diri­giamo verso il parco naturale di Arrabida dove, al riparo di una tettoia del porticciolo di Portinho , pernottiamo . abbiamo percorso 1OO km .

Il 31 luglio , dopo essere stati traghettati da Setubal a Troia (per superare un altro ampio estuario) , incontriamo un paesaggio molto diverso : una lingua di terra in mezzo ad una baia paludosa che , una volta percorsa interamente , ci porta in una zona dove viene coltivato intensivamente il riso . E' una zona rurale ed estremamente povera . Mangiamo a Comporta , un piccolo centro abitato con pochi negozi e attività , caratteristico più che altro per l'arretratezza delle sue strutture . Vi sono strade in terra battuta , fontanili pubblici e così via . Il centro commerciale più moderno é una piccola bottega che vende generi alimentari di base e poco altro . Partiamo alle 14 e percorriamo molti km lungo una strada poco battuta dal traffico in mezzo ad una *** boscaglia piuttosto secca . Percorriamo gli ultimi 15 km che ci separano da Sines lungo una superstrada e al termine avremo totalizzato 12O km . Dormiamo sulla spiaggia di questa città che presenta nel centro storico un bellissi­mo castello posto a ridosso dell’oceano.

Il primo agosto pedaliamo fino a Vila Nova de Milfontes , un estuario con una spiaggia incantevole e un panorama di scogliere all’orizzonte. Nel pomeriggio attraversiamo una zona costiera molto pittoresca con scogliere altissime a perdita d'occhio e falesie erose dalla forza incessante dell'oceano. Decidiamo di cercare un campeggio e lo troviamo a Monte Clerigo: ne approfittiamo per mettere in ordine tutto il nostro bagaglio e per riassettare le biciclette. Abbiamo percorso 12O km.

2 agosto: trascorriamo l'intera mattinata in campeggio e partiamo nel primo pomeriggio. La strada non presenta notevoli difficoltà e si snoda attraverso le colline in agevoli saliscendi. Ben presto raggiungiamo la nostra meta giornaliera: Cabo de Sao Vicente. E' questo un luogo strate­gicamente molto importante essendo situato in una posizione chiave per l'accesso al Mediterraneo : tappa odierna di 7O km.

Il 3 agosto partiamo all'alba e ci dirigiamo ad est verso Lagos. Il clima subisce un netto cambiamento: la costa risente dell'influenza dei venti africani che sono più caldi e secchi di quelli atlantici. Dopo una breve sosta a Lagos per il pranzo ci dirigiamo verso Albufeira e incontriamo lungo il tragitto una delle attrazioni più rinomate di questa zona del Portogallo , l'Algarve : Praia de Rocha, famosa per la bellezza del suo mare e delle sue coste frastagliate. Verso la tarda serata raggiungiamo Albufeira dopo aver percorso in totale 11O km .

La tappa del 4 agosto ci deve portare al confine con la Spagna. Partiamo al mattino e dopo una quarantina di km siamo a Faro , una delle capitali turistiche dell'Algarve. Il caldo é estenuante e ci tratteniamo fino a metà pomerig­gio sperando che la temperatura si attenui. Il paesaggio é prevalentemente collinare e la strada é molto piacevole per un ciclista. Diretti al confine passiamo per Tavira , una cittadina estremamente pittoresca con abitazioni a sviluppo prevalentemente orizzontale . Essa é situata alla foce di un fiume , il Ribeira de Alportel.

Dopo una breve pausa riprendiamo la pedalata e raggiungiamo Vila Real do San Antonio, dalla parte portoghese del confine. Qui passiamo l'ultima notte in Portogallo sulla spiaggia prossima alla frontiera avendo percorso 11O km .

Siamo al 5 agosto : finalmente entriamo in Spagna grazie al traghetto sul fiume Guadiana. Dopo pranzo partiamo immedia­tamente per raggiungere Huelva e non perdere troppi km nella media giornaliera. La strada si inoltra nell'entroterra per aggirare l'ostacolo naturale rappresentato dalle paludi del fiume Odiel. A Huelva ci imbattiamo nella festa della città: si sta infatti disputando una corrida. Il caldo in questa zona é veramente fastidioso; in centro a Huelva alle 23.3O il termometro segna ancora 34°.La notte facciamo fatica a prendere sonno a causa della grande umidità e della tempera­tura elevata; abbiamo percorso 7O km.

Il 6 agosto, memori della fatica del giorno precedente, partiamo all'alba per evitare il grande caldo e quindi sfruttare al meglio la freschezza dell'aria mattutina. Il sistema funziona molto bene tanto che riusciamo a percorrere circa 75 km fino a Sanlucar de la Major dove sostiamo per mangiare. Ripartiamo alle 17.30 per raggiungere Siviglia dove ci soffermiamo per tutta la serata visitandola. Dormia­mo pochi km più a Sud, a Dos Hermanas, per un totale di 12O km.

Purtroppo qui abbiamo subito durante la notte il furto che ci ha privato di soldi e documenti insieme ad effetti personali vari tra cui le foto del viaggio fino a quel momento. Questa sosta ci ha costretto ad una sosta non voluta presso il Consolato Italiano di Siviglia in attesa dei nuovi documenti. Abbiamo dovuto in parte modificare l'itinerario previsto in quanto ci era impossibile entrare in Marocco senza passaporto.

I giorni 7, 8 e 9 agosto siamo quindi costretti a Siviglia.

Ripartiamo da Siviglia il giorno 10 alle 6 del mattino e raggiungiamo Jerez de la Frontera alle 12 dopo 1OO km. Incontriamo per la strada dei ciclisti che ci "tirano" l'aria e ci permettono un'eccellente andatura per circa 25 km. Il paesaggio é quello tipico dell'entroterra spagnolo del sud: distese collinari di terreno secco e in gran parte non coltivato. Jerez é una città molto ricca grazie al noto Gran Premio di formula uno: é quindi anche molto ospitale ed attrezzata.

La tappa del giorno 11 agosto, di 100 km, ci porta subito a ritrovare l'oceano a Cadice; dopo aver mangiato e visitato il famoso fortino militare a ridosso del porto partiamo verso le 16.3O per raggiungere Conil. Il clima é cambiato soprattutto a causa del vento costiero. In serata alle 2O siamo a Conil: una spiaggia lunga e pulita e un piccolo paese con caratteristiche casette bianche, poco turismo ma un centro storico veramente caratteristico con viette lastrica­te in pavé. Ceniamo al tramonto e pernottiamo sulla spiag­gia.

Il 12 agosto ci dirigiamo verso Algeciras, la punta geogra­fica meridionale della penisola iberica, distante 1OO km. Partendo da Conil la strada si allontana dalla costa verso l'altopiano continentale. Forse per il mutamento delle condizioni climatiche sono qui presenti vaste piantagioni di girasoli. La strada é generalmente piana e presenta in prossimità delle colline qualche sporadico dislivello.

La difficoltà di questa tappa é rappresentata dall'incessan­te ed estremamente pericoloso vento contrario che ci obbliga ad un'andatura lentissima con rapporti corti ed impensabili per tratti in pianura o addirittura in lieve discesa. Pranziamo a Tarifa dove, per la popolazione e l'architettura degli edifici é evidente il legame con il continente africa­no distante solo una decina di km.

La tappa del 13 agosto rappresenta in questo viaggio un momento importante: a Gibilterra torniamo nel Mediterraneo e lasciamo il clima ventoso dell'Atlantico. Visitiamo questo centro strategicamente rilevante e nel pomeriggio ci diri­giamo verso Estepona, in tutto 8O km. Significativo é il drastico cambiamento del paesaggio e della cultura turisti­ca: entriamo infatti nella costa mediterranea del sud della Spagna, la zona turistica più ricca e rinomata della nazio­ne; si fanno quindi più frequenti i villaggi di vacanze insieme a quella sorta di edilizia esasperata ad uso estivo, cruccio di tutti gli ambientalisti (e non solo di quelli).

Il giorno 14 agosto si conclude il nostro viaggio con la tappa che da Estepona ci porta a Malaga dopo 1OO km; niente di nuovo da rilevare se non a Malaga la pittoresca festa di metà estate molto coinvolgente con balli tipicamente andalusi come la Sevillana e il Flamenco.

NOTIZIE DI ORDINE TECNICO

Per affrontare questo viaggio abbiamo utilizzato due comuni biciclette da turismo in parte da noi modificate.Abbiamo innanzitutto cambiato l'assetto sostituendo l'originale manubrio con uno da corsa; abbiamo poi montato rapportature differenti e varie, adatte all'uso turistico della biciclet­ta. Abbiamo evitato di utilizzare coperture tubolari per evitare ulteriori forature dovute al peso del carico e abbiamo montato pneumatici Michelin Select dotati di camera d'aria. Abbiamo smontato gli originali parafanghi per ridurre il peso della bici e l'ingombro della stessa smonta­ta; la posizione dei fanalini anteriore e posteriore é stata modificata per permettere il montaggio delle borse e abbiamo infine utilizzato dei pedalini tipo Mountain‑bike che offrivano maggiori garanzie di robustezza.

Abbiamo infine installato un mini computer che forniva tra l'altro indicazioni sulla distanza percorsa(giornaliera e totale),sulla velocità(massima raggiunta e istantanea) e sulla media mantenuta.

Per avere una sufficiente scorta d'acqua abbiamo montato due borracce da mezzo litro sulla canna obliqua e una da tre quarti di litro su quella verticale: in questo modo, compre­sa alla bottiglia da un litro e mezzo tenuta in una tasca esterna delle borse posteriori, disponevamo di un totale di tre litri e un quarto d'acqua a testa.

Elenco dell'attrezzatura portata:

  • Tenda canadese biposto in nylon
  • sacco a pelo leggero in fibra d'amianto
  • stuoia in materiale plastico espanso
  • Fornelletto a gas butano da montagna antivento con mini batteria per cottura a semi‑pressione.
  • N°3 ricambi completi d'abbigliamento leggero+n°1 completo pesante+n°1 impermeabile sportivo+accessori(guanti, occhiali,ecc.)
  • Attrezzi per riparazioni: serie completa di chiavi e cacciavite utilizzabili, attrezzi particolari (cambio gomme, ecc.), serie fili e guaine, N°1 copertura di ricambio, N°3 camere d'aria, varie fascette metalliche, cuscinetti a sfera, N°1O raggi, varie maglie catena.

Inconvenienti meccanici

Durante il nostro viaggio abbiamo dovuto porre rimedio ai seguenti inconvenienti:

  • Foratura camera d'aria posteriore (2 volte Alessandro, 1 Gianni)
  • Consumo anomalo dei denti della corona da 51 e conseguente impossibilità di utilizzarla.(Alessandro)
  • Parziale grippaggio di alcune sferette del cuscinetto centrale della pedivella(Gianni).
  • Rottura di una maglia della catena di trasmissione (Gianni).
  • Danneggiamento del selettore di cambio dei pignoni (Alessandro).
  • Rottura, in seguito a caduta, degli attacchi della borsa anteriore sinistra.
Posted: ago 24 2007, 08.30 by ale | with no comments
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vintage Ciclotour

Chi mi conosce bene sa che da sempre, da quando avevo 16 anni, una delle mie grandi passioni è la bicicletta. Chi mi conosce poco noterà che non la pratico più con assiduità, eh eh Big Smile.

Un tempo ci trovavamo a inizio estate a casa mia e, cartine alla mano, pianificavamo in dettaglio il nostro viaggio. Lo prendevamo come una cosa serissima.... i dettagli, i KM, le salite, le cose da vedere (o meglio, da non vedere, si pedalava e basta).

In breve la nostra passione sviscerata per questo tipo di viaggio ci ha portato a fare le cose in grande: abbiamo trovato uno "sponsor" (la SCI-CON, che nel 1990 stava a Cassola (VI) ) che ci ha fornito le borse e abbiamo cominciato a fare sul serio. Abbiamo contattato delle testate per pubblicare degli articoli scritti da noi sui nostri viaggi. In un colpo solo volevamo "ringraziare" la SCI CON pubblicando le foto con le borse e dare se vogliamo quasi un tono "epico" a questi viaggi vedendo publicati i nostri nomi e le nostre facce.

Per ora mi fermo qui; un breve preambolo per dire che sto per pubblicare sul blog tutti gli articoli che abbiamo scritto in quegli anni. Perchè rimangano nella perenne memoria dei motori di ricerca e del web. Non è romantico?

A presto

Posted: ago 23 2007, 11.51 by ale | with no comments
Filed under: ,
Percorso del giro in canada

Ecco la cartina del percorso... un totale di circa 2000 KM.

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Incontri casuali?

Con il lavoro che faccio, consulente presso clienti, ho una mobilità abbastanza elevata; a parte casi particolari, solitamente ogni 3-4 mesi cambio progetto/cliente e incontro facce nuove. Questo mi permette di girare parecchio: vedere sempre nuove persone, clienti, colleghi, partner. Dopo un po' di anni che faccio questo lavoro, sempre più spesso capita di re-incontrare delle persone; mi è capitato recentemente presso un cliente di trovare un consulente con cui avevo lavorato 7 anni fa per un progetto. Ci sta. Da 1 anno e mezzo sto lavorando per una serie di progetti presso una grande Banca a Genova. Qui gli incontri sono stati decisamente inusuali...

  1. Il primo giorno di lavoro presso questo cliente, sul mio stesso progetto stava lavorando un partner che era mio collega nella ditta dove lavoravamo assieme 9 anni fa.
  2. Nell'albergo dove solitamente risiedo ho incontrato una mia compagna di classe del liceo.
  3. Ad una cena di lavoro mi siedo e chiacchiero con una ragazza, dipendente della banca, salvo poi scoprire che è di Saronno e ha frequentato il mio stesso liceo un anno prima di me.
  4. Qualche tempo dopo incrocio presso un corridoio una persona che mi sembra di conoscere... ci squadriamo a vicenda e ci riconosciamo: anche lui ha frequentato il mio stesso liceo, del mio stesso anno, e la sua classe faceva ginnastica assieme alla mia!
  5. A luglio, facendo check-out nel mio solito albergo sento qualcuno che mi da una pacca sulla spalla: è un mio ex compagno di classe del liceo che è qui per lavoro!
  6. Ieri mattina ho partecipato ad una riunione di lavoro assieme ad alcune persone della banca, una delle quali non conoscevo... ma aveva una faccia nota; ci presentiamo: ha fatto il militare nella mia stessa caserma a Bolzano nel 1993!

Genova è al centro del mondo e non lo sapevo?

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Home. E, vittima pure del Jet Lag :-).

Dimenticavo... finalmente sono riuscito a spedirmi una cartolina.... non ce l'avevo ancora fatta.

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