Pedalando nella fredda mattina parigina lungo gli Champs Elysées é inevitabile pensare che poche ore dopo le telecamere di tutto il mondo saranno puntate qui a riprendere l'epilogo del Tour de France. Con un certo rammarico abbandoniamo questi luoghi e monumenti così famosi per dirigerci verso le coste della Normandia.
Questo é l'inizio del viaggio che ci porterà a toccare tutte le coste atlantiche e mediterranee della Francia passando per i Pirenei.
La vita a diretto contatto con la natura valorizza maggiormente ogni piccolo incontro lungo la nostre strada. Così ora, seduti attorno al tavolino del camper, gustiamo la gradevole compagnia della coppia di francesi che ci ha gentilmente offerto il caffè. La nebbia questa mattina ha accolto il nostro risveglio trovandoci impreparati ad affrontare un freddo tanto penetrante quanto insolito per i primi di agosto. Non ci dispiace dunque indugiare in questo tiepido ambiente accogliendo dai nostri nuovi amici consigli e suggerimenti che ci aiuteranno a scegliere itinerari interessanti. Siamo a Val Andrè in Bretagna e in noi é ancora vivo il ricordo della Normandia e delle sue caratteristiche casette dalla tipica struttura in legno, le spiagge tristemente famose e l'abbazia di Mont St.Michel.
Qui la natura è protagonista di uno stupefacente fenomeno fisico: la marea. E' noto che la marea consiste in un innalzamento del livello del mare a causa dell'attrazione gravitazionale dei corpi celesti,in particolare del sole per la sua massa,e della luna per la sua vicinanza. E' proprio il nostro satellite che influenza maggiormente il fenomeno mareale; quando si trova in congiunzione con il sole,ovvero quando i due corpi celesti sono grossomodo in linea con la terra, le due forze di attrazione si sommano e si hanno le cosiddette "maree di sizige" che causano un più marcato abbassamento delle acque.Quando poi il fondale scende con una minima inclinazione, la zona rimasta "all'asciutto" ovviamente risulta più estesa. Grazie a tutte queste favorevoli condizioni, nella zona di Mont St.Michel ogni 12 ore circa si prosciugano parecchi chilometri di fondale liberando dalle acque l'isola che é stata collegata a terra grazie ad un terrapieno.
Qui tra l'altro viviamo un'esperienza molto affascinante; al mattino, uscendo dalla tenda, vediamo in lontananza l'oceano ritirarsi per la bassa marea e decidiamo per curiosità di percorrere a piedi lo spazio di litorale che ci separa dall'acqua. Sul nostro cammino incontriamo banchi di conchiglie, alghe, gusci calcarei e persino qualche pesciolino ritardatario che é mancato al periodico appuntamento. Sebbene si cammini di gran lena l'Oceano é sempre più lontano e dopo quasi un'ora di marcia, con un po' di delusione, torniamo alla tenda: si parte per la Bretagna.
Terra di grandi ciclisti, questa regione é un susseguirsi di paesaggi incontaminati e di ricchezze culturali: qualsiasi cicloturista può infatti avventurarsi lungo le numerose piste ciclabili che costeggiano fiumi e canali e, fra un imponente scogliera e una dolce collina può capitare di imbattersi nella testimonianza dei primordi della civiltà bretone: i Menhir. Questi curiosi pietroni sono dei massi granitici dall'impressionante mole allineati con un certo ordine. Se le nostre bici non fossero già così cariche prenderemmo volentieri uno di questi sassi come ricordo.
Se l'origine dei Menhir é tuttora un enigma, non é un mistero il fatto che in Bretagna la situazione meteorologica é alquanto bizzarra; la pioggia e il sole si alternano rapidamente e non danno neanche il tempo di fermarsi ad indossare il prezioso K‑Way; fortuna vuole che al momento del bisogno abbiamo trovato chi ci ha dato accoglienza nella cantina di casa in mezzo alle ragnatele ma pur sempre al riparo dalle intemperie.
Una volta qualcuno ci ha descritto la Francia come un'immensa campagna interrotta da poche grandi città. In effetti, seguendo la costa atlantica ci si accorge di questa realtà: un paesaggio affascinante per le sue sconfinate coltivazioni ma alla lunga noioso perché poco vario. Per fortuna questa monotonia viene interrotta da una stupenda pista ciclabile: si sviluppa lungo la costa per circa 2OO km tagliando un'enorme foresta e ci porta nei pressi delle dune sabbiose di Arcachon, le più alte d'Europa(115 m.).
Dopo tante strade piane finalmente si giunge all'attacco dei Pirenei. La catena montuosa franco‑spagnola gemella delle Alpi, resa mitica dal Tour, ci introduce in una regione ancora estranea alla nostra vita moderna. In questi paesini c'è gente semplice, alla buona, partecipe degli avvenimenti di tutta la comunità: un ordinario matrimonio diventa occasione di festa per tutti, compaesani e forestieri.
Passando da queste parti obbligatoria é una tappa a Lourdes.
La presenza di gente da ogni angolo del mondo porta un briciolo di internazionalità in questi luoghi così tranquilli. Nell'aria si percepisce una sensazione particolare. Non é necessario essere cattolici per accorgersi di un'atmosfera di religiosità e mistero che unisce persone di credenze diverse a pregare nello stesso luogo.
Sulle colline oltre Lourdes é diffusissima la coltivazione della vite; il vino che viene prodotto é fatto invecchiare nelle antiche cantine dei castelli che si affacciano sul Canal du Midi, tradizionale via di comunicazione che unisce Tolosa al Mediterraneo.
La Camargue, il noto parco naturale a ovest di Marsiglia, per la sua vastità é uno dei più grandi d'Europa. Si tratta di un immenso acquitrino paludoso dove vivono tantissime specie di animali selvatici.
Dai punti di osservazione lungo il percorso si possono ammirare le mandrie di cavalli bianchi e di tori, i fenicotteri, gli aironi rossi e le innumerevoli specie di volatili che in questo piccolo Eden ancora vivono e si riproducono nel loro habitat naturale.
Per visitare bene la Camargue occorre inoltrarsi in essa magari con una guida per evitare le sabbie mobili e muniti di un buon binocolo per ammirare da vicino senza essere visti gli animali più timidi.
Prima del rientro in Italia si passa per la blasonata Costa
Azzurra. Il merito degli abitanti di queste zone é quello di essere riusciti, in particolare lungo la Corniche de l'Esterel, a mantenere intatta la fisionomia di queste località da cartolina senza cedere ai lauti guadagni dell'edilizia turistica. I paesini che si incontrano "incastonati" nella roccia sono talmente belli e tipici che sarebbe un vero delitto espanderli a dismisura per necessità più che altro commerciali perdendo così tutto il loro particolare fascino.
Una volta in Italia passiamo per la Liguria e percorriamo a ritroso il quasi esatto itinerario della Milano‑Sanremo per arrivare a casa.
La tappa finale di 26O km ci fa vivere il gusto dell'agonismo; come in una vera gara bisogna ridurre al minimo le soste e spingere al massimo sui pedali per ottenere medie che permettano quanto prima, dopo tante notti in tenda, di tuffarsi nell'agognato letto.
Non possiamo però ugualmente rinunciare alla pizza dell'ultimo giorno, uno dei riti che non deve mancare nei nostri viaggi in bici; durante questa "ultima cena" ricordiamo allegramente tutte le avventure vissute con il timore di dimenticarci qualcosa. E' sempre questo il momento topico del nostro viaggio:l' emozione ci coglie quasi sempre. In fin dei conti é il termine di un'avventura che ci ha visto impegnati per un'anno; é quindi giusto ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato, da chi ci ha semplicemente dato consigli sull'itinerario fino alla ditta SCI‑CON di Fellette (VI) che ci ha fornito le sue borse da cicloturismo rivelatesi eccezionali per capienza e robustezza.
C'é ancora il tempo per un'ultima emozione quando lungo
la strada vediamo il cartello della nostra città, Saronno:
sono 32OO km, un mese in sella e la Francia visitata pedalando
lungo tutte le sue coste!
Scheda tecnica
Per affrontare questo viaggio abbiamo usato tre comuni bici da turismo modificate secondo le nostre particolari esigenze. Abbiamo montato un manubrio tipo corsa tranne Ivan c che ha preferito un modello alto tradizionale.
Abbiamo scelto due robusti portapacchi anteriore e posteriore sui quali mettere le borse forniteci dalla Sci‑Con di Fellette di Romano(Vi).
Il vestiario é stato ridotto al minimo indispensabile per permetterci di trasportare un buon numero di attrezzi e di pezzi di ricambio; preferiamo infatti affrontare direttamente e senza inutili perdite di tempo gli eventuali guasti meccanici.
Al termine di questo viaggio abbiamo percorso circa 32OO km in 29 giorni (esclusi i giorni di riposo) per una media di tappa di 11O km.
Il viaggio é stato interamente compiuto senza l'ausilio di alcun mezzo d'appoggio e contando solo su ciò che é stato caricato sulle bici.
Elenco delle TAPPE
26 luglio : Partenza in treno da Milano.
27 luglio : Arrivo a PARIGI.
28 luglio : I tappa : Louviers 12O Km
29 luglio : II tappa : Deauville 1OO Km
3O luglio : III tappa : Commes 8O Km
31 luglio : IV tappa : Cherbourg 1O5 Km
O1 agosto : V tappa : Coutainville 12O Km
O2 agosto : VI tappa : Carrhaix 1O5 Km
O3 agosto : VII tappa : Val Andrè 125 Km
O4 agosto : VIII tappa : Canale"Aulne"(Hinguer) 1O1 Km
O5 agosto : IX tappa : Camaret 1O7 Km
O6 agosto : X tappa : Croas‑en‑Intron 72 Km
O7 agosto : XI tappa : Arzon 133 Km
O8 agosto : XII tappa : Beouin 132 Km
O9 agosto : XIII tappa : Sables D'Olonne 7O Km
1O agosto : XIV tappa : Rocquefort 11O Km
11 agosto : XV tappa : La Porge d'Ocean 125 Km
12 agosto : RIPOSO
13 agosto : XVI tappa : Sabres 11O Km
14 agosto : XVII tappa : Pau 11O Km
15 agosto : XVIII tappa : Lourdes 43 Km
16 agosto : RIPOSO
17 agosto : IXX tappa : Escanecrade 1OO Km
18 agosto : XX tappa : Nailloux 1OO Km
19 agosto : XXI tappa : Olonzac 1O2 Km
2O agosto : XXII tappa : Carnon 126 Km
21 agosto : XXIII tappa : Port St. Louis 1O2 Km
22 agosto : XXIV tappa : Marsiglia 88 Km
23 agosto : RIPOSO
24 agosto : XXV tappa : La Londe 94 Km
25 agosto : XXVI tappa : Theoule 115 Km
26 agosto : XXVII tappa : Mentone 95 Km
27 agosto : XXVIII tappa : Spotorno 12O Km
28 agosto : XXIX tappa : SARONNO 26O Km
Totale: circa 3200 KM.