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Auguri a tutti!

🙂

E’ uscito Windows 2003 R2. Si tratta di una update release di Windows 2003 SP1. In sostanza una update release significa che la base è Windows 2003 SP1 al quale sono state aggiunte delle features aggiuntive (gestione del branch-office migliore con FRS avanzato, Identity management con AD Federation Servces, possibilità di virtualizzare fino a 4 macchine virtuali senza costi aggiuntivi di licenza, maggiori funzionalità del file server). Non sono necessari test applicativi in quanto le applicazioni supportate da Windows 2003 SP1 funzionano anche su R2.

Per dettagli:

http://www.microsoft.com/windowsserver2003/default.mspx

A Kangaroo Island sono molto socievoli.

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Sono in fase di release una serie di servizi, raggruppati sotto il nome di Windows LIVE, che promettono molto. Si tratta di servizi in parte già esistenti e rivisti con nuove versioni (MSN Messenger, Hotmail) e in parte nuovi raggruppati sotto un unico brand. Un’anteprima…. la nuova hotmail sarà spettacolare!!

www.live.com/

http://www.microsoft.com/presspass/press/2005/nov05/11-01PreviewSoftwareBasedPR.mspx

eccoci di nuovo a casa (che fatica rientrare… e che freddo).

per un paio di settimane si viaggiucchia tra firenze, genova e bergamo, poi si vedrà. Intanto mi devo gestire qualcosa come 400 foto digitali e 390 diapositive!

Eccoci agli sgoccioli.

Siamo arrivati a Sydney e in aeroporto, nel giro di 10 minuti, siamo stati prelevati gratuitamente da un furgone che ci ha portato all’ostello che avevamo contattato telefonicamente poco prima. Questa e’ la quintessenza dell’organizzazione in Australia per quanto riguarda i viaggiatori squattrinati, o BackPackers, come li chiamano loro (gente con lo zaino). Inutile dire che stiamo pagando per dormire una delle cifre piu’ alte di tutta la vacanza (75 dollari a notte per la stanza, circa 45 euro in due). L’Australia intera e’ decisamente organizzata per i viaggiatori. Prezzi bassi, tutti ti aiutano, strutture, trasporti, migliaia di possibilita’… basta solo chiedere all’ostello e loro ti roganizzano le gite ad un prezzo bassissimo.

Tornando a Sydney e’ decisamente la citta’ piu’ moderna che abbiamo incontrato. La piu’ caotica, parametrizzando il termine con la realta’ Australiana, ovviamente.Un po’ mi mancano la tranquillita’ di Melbourne o lo spirito di frontiera di Alice Springs. Qui ci si sente decisamente in una metropoli, tenendo conto di molte attenuanti… la citta’ e’ comunque bellissima; distribuita in una serie di baie/fiordi che la tengono al riparo dai malumori dell’oceano pacifico, ha un clima fantastico, tantissimo verde, un centro molto moderno e tutto sommato non troppo affollato, degli scorci molto carini. Decisamente non male.In questi giorni abbiamo visitato l’Australian Museum, il National maritime Museum, l’Opera House, la Sydney Tower, abbiamo acquistato souvenir a qintali nei centri commerciali tra Market Street e George Street, abbiamo camminato per ore… domani faremo l’arrampicata dell’Harbour Bridge e poi al pomeriggio andremo in aeroporto sperando di non avere posti assegnati come all’andata. Si parte alle 19.45, attraverso Bangok, Dubai, Roma, arriveremo a Milano dopo circa 26 ore di viaggio… almeno credo.

beh, non pratico ma quando serve si riesce anche a pubblicare un messaggio da smartphone… farlo dalla opera house di sydney, lo ammetto, un p da sboroni.

purtroppo non dispongo di molto tempo… carico solo questa foto, significativa, della piattaforma dalla quale siamo andati a immergerci per esplorare la barriera.

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Soo rimasto senza aggettivi.

Non me l’aspettavo cos’ bella. Non so se riusciro’ a pubblicare    qualche foto, ci provero’. Partenza alle otto, una motonave velocissima ci ha portato circa 80 KM al largo della costa e ha attraccato ad una piattaforma larga 15 e lunga almeno 50 metri, su due piani, completamente attrezzata per fare immersioni, snorkeling o vedere il fondale dal fondo di cristallo. Ho provato a fare immersioni, per la prima volta. La barriera e’ stupefacente. Ci si trova dopo 80KM di navigazioni davanti ad una muraglia che emerge dal fondale delll’oceano per rimanere mediamente a 1 metro di profondita’., alcuni punti spuntano fuori, ma lo spettacolo vero e’  sotto. Pesci di tutti i colori, inimmaginabili , piccoli squali (squali leopardo, con la pelle chiazzata), formazioni di corallo enorme, spugne colorate, branchi lunghi anche 10 metri di pescetti azzurri iridescenti attraverso i quali si nuota tranquillamente mentre loro si aprono a ventaglio al tuo passaggio… un paradiso, una dimensione ompletamente diversa alla quale non ero abituato. Spero di mettere qualche foto.

Siamo a Airlie Beach, circa 600 KM aa sud di Cairns, sulla costa Est. Su questa costa per circa 2300 KM si estende la barriera corallina piu’ grande del mondo. La barriera nella sua parte nord si trova a pochi KM dalla costa (anche 15), verso Sud si allontana gradualmente. Oggi abbiamo visitato a Townsville l’acquario sulla barriera… abbiamo visto pesci tanto belli quanto pericolosi, piccoli squali, piante fantastiche. Domani parteciperemo ad un viaggio organizzato che ci porta con ua barca sulla barriera dove resteremo tutto il giorno a fare snorkeling, giocare nell’acqua e godersi il sole. A presto nuove foto!!

Ecco altre foto

Visita al rettilario di Alice Springs

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Un pitone (innocuo…)

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Il serpente piu’ velenoso del mondo, il Brown Snake (si trova casualmente in Australia….)

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Eccoci al parco do Kakadu….

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Tramonto a UBIRR, zona di reperti archeologici aborigeni (graffiti)

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Graffito a NOORLANGie (sempre parco di Kakadu)

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Qualche problema a raggiungere in fuoristrada la cascata JIMJIM

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In questo viaggio ha avuto una grande componente la tecnologia. Questo, per esempio, e’ il mio sacchetto della biancheria da lavare

🙂

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Yellow River, sempre parco di Kakadu

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un abitante di yellow river….

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Cascate Robyn

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La CROCODILE FARM di Darwin… questo sotto e’ lungo quattro metri…

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sbadiglio….

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Ecco altre foto…

Cominciamo con la panoramica della nostra “piccola” fuoristrada all’ingresso della Ernest Gilles Road, la pista sterrata che porta a Kings Canyon, a SUd di Alice Springs…

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sempre lungo la pista sterrata…

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Kings Canyon…

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Monti Olgas (Kata Tyuta)

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Uluru (Ayers Rock) al tramonto….

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Siamo partiti da Kangaroo, abbiamo fatto una serata ad Adelaide e il giorno dopo siamo volati ad Alice Springs.

La temperatura e’ decisamente elevata (sopra i 30 gradi di giorno, vento secco, umidita’ zero…). Affittiamo una Jeep e ci dirigiamo verso King’s canyon. Facciamo 100 km in una pista sterrata, divertentissimo (compreso un guado di una pozza….).

Dormiamo a Kings Creek Station, a 30 KM da Kings Canyon. Il problema principale e’ evitare che gli animaletti notturni entrino nel bungalow (che non [ altro che una tenda con dei letti).

La mattina seguente facciamo Kings Canyon. Sono 4 ore di cammino, ci giriamo attorno, e’ un paesaggio eccezionale, stranissimo. Faccio il bagno dopo 2 ore sul fondo del canyon in una pozza di acqua freschissima. Torniamo e ci dirigiamo verso Uluru (il nome aborigeno di Ayers Rock) dove arriviamo stasera. Dormiamo in tenda nel campeggiodi Uluru. Domani mattina faremo la camminata alle falde della roccia, abbiamo deciso di non salire perche’ gli aborigeni lo considerano un sacrilegio.

Spero nei prossimo giorni di riuscire a pubblicare qualche foto in piu’.

Exxo qualche foto del viaggio.. in  continuo aggiornamento

I dodici apostoli

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Lungo al costa della Great Ocean Road

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Koala

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Cangurino…

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Leoni Marini a Kangaroo Island

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Kangaroo Island

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Spiaggetta a Kangaroo…

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Ormai e’ quasi passata una settimana da quando siamo partiti. Purtroppo i punti di accesso a internet non permettono (almeno quelli che ho trovato fino ad ora) di leggere un CD o una chiavetta USB, per cui non posso ancora caricare delle foto che ho fatto (parecchie, per ora 2 rullini di dia e 90 foto digitali in un settimana scarsa di viaggio). Rimediero’ col racconto.

Il primo giorno siamo rimasti a Melbourne, girata in lungo e in largo (la sera eravamo esausti). Il clima mite ci ha reso piacevole la visita.  melbourne e’ una citta’ modernissima ma a misura d’uomo, poco traffico, moltissime biciclette e pedoni, rispetto per le persone, un sacco di parchi, verde e giardini tenuti perfettamente. Siamo poi partiti per dirigerci lungo la costa in direzione sud-ovest. Abbiamo raggiunto il mare e visto un leone di mare che stava tranquillo nei pressi della spiaggia pubblica di un paesino (Lonsdale). Spostandoci verso Ovest siamo poi entrati nella famosa Great Ocean Road. Si tratta, a detta degli Australiani (ma non possiamo dargli torto) della piu’ bella strada costiera del mondo. Immaginate una costa fantastica: all’interno foreste di eucalipto si alternano a cespugli di fiori colorati viola e gialli, golfi e calette fanno da intermezzo a spiagge incontaminate, si alternano poi scogliere alte anche 80 metri a picco sul mare. Il mare… e’ l’oceano Australe. Qui se guardi l’orizzonte puoi sperare di vedere solamente un Iceberg… oltre c’e’ L’Antartide! Il mare e’ potentissimo: le onde sono alte e possenti e si scagliano con violenza contro la scogliera spruzzando schiuma e flutti anche per 20 metri. La scogliera piu’ a Ovest diventa molto frastragliata in corrispondenza dei famosi “dodici apostoli”. Sono in pratica dodici pezzi di scogliera che sono stati nel tempo erosi dalla forza dell’oceano il quale li ha “staccati” dalla terraferma e fatti diventare dodici pedine nell’oceano. Si tratta di una vista spettacolare che da sola mi ha fatto consumare un rullino intero di dia… spero proprio di riuscire a caricare qualche foto! Abbiamo anche fatto delle passeggiate all’interno della foresta pluviale, tra felci, cascate, eucalipti e… KOALA!!! E, natulamente, abbiamo avuto anche degli incontri ravvicinati cond ei canguri… presso il campo si Golf di anglesea, dove tutte le sere si ritrovano al tramonto a pascolare sul Green incuranti dei giocatori!!!

Abbiamo tentato, inutilmente, di osservare le balene; purtroppo pare non sia periodo, per cui speriamo in Harvey Bay nel Queensland tra due settimane!!

Ora ci troviamo a Kangaroo Island, siamo tornati da una gita ad osservare i pinguini nani che vivono qui a due passi dall’ostello (a dir la verita’ un paio sono arrivati addirittura nel prato antistante…). Domani gita ad osservare la colonia di leoni marini e di otarie neozelandesi.

That’s all… for now!

Qui a Singapore sono le 14.20… siamo otto ore avanti. Ho trovato un punto di connessione gratuito e ne approfitto :).

Alla partenza abbiamo conosciuto Franco, un italiano di 67 anni che 50 anni fa ha preso la nave per l’australia arrivando a Freemantle ed e’ rimasto in Australia da allora. Ogni anno torna in Italia al suo paese d’origine (Talamone, vicino a Morbegno, in Valtellina). A dubai ci siamo salutati lasciandoci il numero di telefono… caso mai cambiassimo itinerario abbiamo un contatto a Perth!

Per ora stop… ci si imbarca tra poco per le ultime ore (8? 9?) fino a Melbourne.

GO!

Ho appena fatto la nota spese, faccio la valigia e domani si parte!!!

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Stavo percorrendo la A14 poco prima dell’uscita di IMOLA in direzione SUD, quando, sulla destra, mi balza all’occhio una… biglia gigante!! Si, come quelle che si usavano da bambini sulla sabbia al mare, trasparenti, con le foto dei ciclisti dentro.

La biglia aveva l’immagine di MARCO PANTANI

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Il patron della Mercatone Uno, storico sponsor di Pantani, ha voluto questo monumento davanti all’ingresso della sede della sua azienda. Un modo molto bello per ricordarlo.

http://www.mercatoneuno.com/portale/portale.nsf/DefaultInternet?ReadForm

(cliccate sul link PANTANI, sulla sinistra).

Per chi fosse interessato, ecco su cosa gira www.alesironi.com

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Il web server vero e proprio si trova su una macchina virtuale creata con Virtual Server. Il server Virtual Server è un PC normalissimo, un assemblato.

Uno dei vantaggi di viaggiare per lavoro è indubbiamente (per chi lo apprezza) quello gastronimico.

Recentemente un cliente ci ha portato a mangiare in un posto che vale la pena segnalare. A SARNANO, 20 KM circa da Macerata verso i moniti Sibillini, c’è il ristorante LA MARCHIGIANA. Da provare assolutamente la specialità, il cinghiale in salmì (occorre chiedere perchè non viene cucinato tutti i giorni….). Esiste anche il sito:

http://www.la-marchigiana.it/menu.htm

🙂

Sabato scorso si è svolta la coppa FESPAM 2005. Ricordate Fantozzi e la coppa COBRAM? il ragioniere ed i suoi colleghi era stato obbligato dal suo capo, patito del ciclismo agonistico, a partecipare ad una gara durissima in bicicletta. E così, essendo il nostro capo altrettanto patito, abbiamo organizzato la coppa FESPAM (Ferruccio Spada, alias aziendale: FESPA) Alcune immagini… Alla partenza (lago del Segrino, vicino ad Erba): image Un’epico scambio di borraccia in salita tra me e Bilardo image Il sorriso all’arrivo per mascherare la distruzione fisica… image Il vincitore, Ferruccio Spada (non poteva essere che lui a vincere…..) image

Ieri (12 settembre) è’ nata Erica (quella con i capelli scuri)

🙂

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Nel 2003 sono stato per lavoro a New Orleans. Per una settimana circa con i miei colleghi abbiamo frequentato questa città particolare, con molte “anime”. Di giorno stavamo al Convention Center, un edificio lungo circa 1 KM che ospitava l’evento tecnico a cui abbiamo partecipato. Il mio albergo, il Marriott, sta in quella via. A fianco dell’albergo, all’angolo con un’altra strada,  stava un ristorante carino, il MULATES, dove un paio di volte siamo andati a mangiare. C’era musica jazz, si mangiava il pesce gatto cucinato secondo la ricetta “cajun”. Ogni mattina ci passavamo davanto per andare al Convention Center che distava poche centinaia di metri da li.

Ho trovato una foto “attuale” di quell’incrocio, è la seconda dall’alto

http://www.ansa.it/main/notizie/rubriche/approfondimenti/20050904112533606647.html

Allora….

Tutti noi conosciamo Star Trek, la prima serie… come si fa a dimenticare James T. Kirk, Spock, il dottor McCoy, Scotty, Sulo, il tenente Uhura, tutti protagonisti di tantissimi episodi di questa famosa serie televisiva. Tranne uno.

Papozzi.

Il classico telefilm prima serie di Star Trek cominciava con una missione pericolosa da compiere o un intruso da scovare all’interno dell’Enterprise. Tutti avevano un compito. Kirk si faceva la Klingoniana bella di turno. Spock risolveva i momenti drammatici col suo tocco vulcaniano che ti fa svenire all’istante. Sulu comanda la nave in assenza di Kirk che è sceso sul pianeta, Uhura si occupa del maxischermo, Scotty fi infilava negli anfratti del motore ad antimateria e McCoy si occupa dei feriti.

Appunto.

In ogni episodie che si rispetti c’erano dei feriti, ma non tutti erano uguali. Tipicamente c’erano due tipi di feriri: lo sconosciuto (che tipicamente ci rimaneva secco) e i famosi (facenti parte della combriccola del capitano Kirk) che miracolosamente, grazie al telecomando maneggiato dal dottor McCoy a 20 cm dal corpo del ferito SENZA TOCCARLO, guariva. Vi immaginate se moriva, che so, Sulu? non si poteva interrompere una serie così. Però era necessario, per dare pathos alla serie, che qualcuno si sacrificasse. Ma chi?

Fu qui che intervenne nel 1964 uno scaltro agente cinematografico di New York, Vincenzo “Vinnie” Panzella detto Pizza Margherita, di palesi origini celtiche.

L’anno prima Arturo “Artie” Cicciorana detto Tonnara, di palesi origini slave, il boss dell’omonima famiglia mafiosa che comandava sul quartiere di Brooklin, aveva salvato la vita al nostro Vinnie Panzella  che aveva contratto dei debiti di gioco con la famiglia rivale, gli Scopone del Bronx. Artie Cicciorana aveva dovuto intervenire direttamente con Michele “MAIK” Scopone per salvare la vita del povero Panzella. Il quale, ovviamente, era in debito con Artie.

Artie chiese a Vinnie di trovare un lavoro onesto a suo fatello che voleva venire a New York ma non ne voleva sapere della malavita, Arturo “Comparsa Schiattamuort” Papozzi (in quella famiglia si manteneva tra parenti il nome, non il cognome… usanze slave). A Vinnie venne un’idea geniale. Aveva saputo che ad Holliwood stavano per ultimare una serie televisiva basata su un racconto fantascientifico. Il cast era pressochè ultimato, mancavano solo delle comparse. In particolare non si riusciva a trovare una comparsa che dovesse partecipare sotto nomi diversi ai vari episodi e poi, entro la metà dell’episodio, dovesse morire. Nessun attore professionista, anche alle prime armi e senza lavoro, voleva “bruciare” la sua carriera in questo modo. I produttori erano alla frutta e avevano allargato le ricerche anche agli uffici di collocamento.  Vinnie decise di proporre a Papozzi questa parte? non era un attore, voleva a tutti i costi arrivare in america, non gli piaceva lavorare (e qui avrebbe lavorato al massimo 10 minuti ad episodio, garantito!): era il  posto per lui!!!

Papozzi accettò subito (e che doveva fare?).

Fu così che partecipò inconsapevolmente ad uno dei più grandi successi televisi di sempre, con una parte sicuramente minima ma significativa.

Unico rimpianto: quello di non poter mai vedere il suo nome nei titoli di coda. L’elenco delle comparse infatti è sempre l’ultimo. Quando era il turno di Papozzi su Italia 1 era già partita la pubblicità del mobilificio Aiazzone di Biella…..

cominciamo i 2 mesetti a macerata. Se va bene prendo un residence sul mare così “sembra” di essere in ferie (almeno per le persone che vedo in giro la sera….).

Il posto è un piccolo fortino

il primo post. si deve pur cominciare, no?