A Kangaroo Island sono molto socievoli.

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eccoci di nuovo a casa (che fatica rientrare… e che freddo).

per un paio di settimane si viaggiucchia tra firenze, genova e bergamo, poi si vedrà. Intanto mi devo gestire qualcosa come 400 foto digitali e 390 diapositive!

Eccoci agli sgoccioli.

Siamo arrivati a Sydney e in aeroporto, nel giro di 10 minuti, siamo stati prelevati gratuitamente da un furgone che ci ha portato all’ostello che avevamo contattato telefonicamente poco prima. Questa e’ la quintessenza dell’organizzazione in Australia per quanto riguarda i viaggiatori squattrinati, o BackPackers, come li chiamano loro (gente con lo zaino). Inutile dire che stiamo pagando per dormire una delle cifre piu’ alte di tutta la vacanza (75 dollari a notte per la stanza, circa 45 euro in due). L’Australia intera e’ decisamente organizzata per i viaggiatori. Prezzi bassi, tutti ti aiutano, strutture, trasporti, migliaia di possibilita’… basta solo chiedere all’ostello e loro ti roganizzano le gite ad un prezzo bassissimo.

Tornando a Sydney e’ decisamente la citta’ piu’ moderna che abbiamo incontrato. La piu’ caotica, parametrizzando il termine con la realta’ Australiana, ovviamente.Un po’ mi mancano la tranquillita’ di Melbourne o lo spirito di frontiera di Alice Springs. Qui ci si sente decisamente in una metropoli, tenendo conto di molte attenuanti… la citta’ e’ comunque bellissima; distribuita in una serie di baie/fiordi che la tengono al riparo dai malumori dell’oceano pacifico, ha un clima fantastico, tantissimo verde, un centro molto moderno e tutto sommato non troppo affollato, degli scorci molto carini. Decisamente non male.In questi giorni abbiamo visitato l’Australian Museum, il National maritime Museum, l’Opera House, la Sydney Tower, abbiamo acquistato souvenir a qintali nei centri commerciali tra Market Street e George Street, abbiamo camminato per ore… domani faremo l’arrampicata dell’Harbour Bridge e poi al pomeriggio andremo in aeroporto sperando di non avere posti assegnati come all’andata. Si parte alle 19.45, attraverso Bangok, Dubai, Roma, arriveremo a Milano dopo circa 26 ore di viaggio… almeno credo.

beh, non pratico ma quando serve si riesce anche a pubblicare un messaggio da smartphone… farlo dalla opera house di sydney, lo ammetto, un p da sboroni.

purtroppo non dispongo di molto tempo… carico solo questa foto, significativa, della piattaforma dalla quale siamo andati a immergerci per esplorare la barriera.

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Soo rimasto senza aggettivi.

Non me l’aspettavo cos’ bella. Non so se riusciro’ a pubblicare    qualche foto, ci provero’. Partenza alle otto, una motonave velocissima ci ha portato circa 80 KM al largo della costa e ha attraccato ad una piattaforma larga 15 e lunga almeno 50 metri, su due piani, completamente attrezzata per fare immersioni, snorkeling o vedere il fondale dal fondo di cristallo. Ho provato a fare immersioni, per la prima volta. La barriera e’ stupefacente. Ci si trova dopo 80KM di navigazioni davanti ad una muraglia che emerge dal fondale delll’oceano per rimanere mediamente a 1 metro di profondita’., alcuni punti spuntano fuori, ma lo spettacolo vero e’  sotto. Pesci di tutti i colori, inimmaginabili , piccoli squali (squali leopardo, con la pelle chiazzata), formazioni di corallo enorme, spugne colorate, branchi lunghi anche 10 metri di pescetti azzurri iridescenti attraverso i quali si nuota tranquillamente mentre loro si aprono a ventaglio al tuo passaggio… un paradiso, una dimensione ompletamente diversa alla quale non ero abituato. Spero di mettere qualche foto.

Siamo a Airlie Beach, circa 600 KM aa sud di Cairns, sulla costa Est. Su questa costa per circa 2300 KM si estende la barriera corallina piu’ grande del mondo. La barriera nella sua parte nord si trova a pochi KM dalla costa (anche 15), verso Sud si allontana gradualmente. Oggi abbiamo visitato a Townsville l’acquario sulla barriera… abbiamo visto pesci tanto belli quanto pericolosi, piccoli squali, piante fantastiche. Domani parteciperemo ad un viaggio organizzato che ci porta con ua barca sulla barriera dove resteremo tutto il giorno a fare snorkeling, giocare nell’acqua e godersi il sole. A presto nuove foto!!

Ecco altre foto

Visita al rettilario di Alice Springs

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Un pitone (innocuo…)

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Il serpente piu’ velenoso del mondo, il Brown Snake (si trova casualmente in Australia….)

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Eccoci al parco do Kakadu….

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Tramonto a UBIRR, zona di reperti archeologici aborigeni (graffiti)

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Graffito a NOORLANGie (sempre parco di Kakadu)

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Qualche problema a raggiungere in fuoristrada la cascata JIMJIM

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In questo viaggio ha avuto una grande componente la tecnologia. Questo, per esempio, e’ il mio sacchetto della biancheria da lavare

🙂

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Yellow River, sempre parco di Kakadu

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un abitante di yellow river….

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Cascate Robyn

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La CROCODILE FARM di Darwin… questo sotto e’ lungo quattro metri…

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sbadiglio….

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Ecco altre foto…

Cominciamo con la panoramica della nostra “piccola” fuoristrada all’ingresso della Ernest Gilles Road, la pista sterrata che porta a Kings Canyon, a SUd di Alice Springs…

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sempre lungo la pista sterrata…

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Kings Canyon…

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Monti Olgas (Kata Tyuta)

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Uluru (Ayers Rock) al tramonto….

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Siamo partiti da Kangaroo, abbiamo fatto una serata ad Adelaide e il giorno dopo siamo volati ad Alice Springs.

La temperatura e’ decisamente elevata (sopra i 30 gradi di giorno, vento secco, umidita’ zero…). Affittiamo una Jeep e ci dirigiamo verso King’s canyon. Facciamo 100 km in una pista sterrata, divertentissimo (compreso un guado di una pozza….).

Dormiamo a Kings Creek Station, a 30 KM da Kings Canyon. Il problema principale e’ evitare che gli animaletti notturni entrino nel bungalow (che non [ altro che una tenda con dei letti).

La mattina seguente facciamo Kings Canyon. Sono 4 ore di cammino, ci giriamo attorno, e’ un paesaggio eccezionale, stranissimo. Faccio il bagno dopo 2 ore sul fondo del canyon in una pozza di acqua freschissima. Torniamo e ci dirigiamo verso Uluru (il nome aborigeno di Ayers Rock) dove arriviamo stasera. Dormiamo in tenda nel campeggiodi Uluru. Domani mattina faremo la camminata alle falde della roccia, abbiamo deciso di non salire perche’ gli aborigeni lo considerano un sacrilegio.

Spero nei prossimo giorni di riuscire a pubblicare qualche foto in piu’.